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PYRGI ED IL CASTELLO DI SANTA SEVERA



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Panoramica della Piazza (611Kb)


Panorama dalla Torre Saracena (321Kb)

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Il museo Civico è ospitato nel borgo del Castello di Santa Severa nel luogo dell'antica Pyrgi. In sintesi le principali vicende storiche di questo luogo di straordinario interesse tratte dal libro di F. Enei, Il Castello di Santa Severa, Guida al Monumento, S. Marinella 2001.

Le Origini

Le antiche caratteristiche ambientali del luogo, dove in epoca classica si è sviluppato l'insediamento di Pyrgi etrusca e romana e, in seguito, nel medioevo, il Castello di Santa Severa, sono le principali responsabili della scelta del sito da parte delle numerose generazioni che, nel corso dei secoli, si sono susseguite su questo tratto di costa tirrenica. I ritrovamenti archeologici documentano la presenza di un insediamento umano attivo fin dall'epoca neolitica e nell'età del bronzo, esistito esattamente sul luogo occupato, in seguito, dal santuario etrusco. La presenza di alcuni reperti in ossidiana sulla spiaggia pyrgense e nell'immediato entroterra, documenta, fin dalla preistoria, l'esistenza di contatti e scambi commerciali via mare tra gli insediamenti del litorale di Pyrgi ed altre località del Mediterraneo. L'insediamento preistorico risale al periodo compreso tra il IV ed il II millennio a.C

La Fase Etrusca

Le condizioni naturali favorevoli e la indubbia frequentazione preistorica probabilmente hanno contribuito allo sviluppo di un punto di approdo fisso, già durante il VII secolo a.C., epoca in cui l'etrusca Caere, insieme alle altre città dell'Etruria costiera, esercita il controllo quasi incondizionato del Mar Tirreno. In epoca arcaica Pyrgi fu certamente uno dei più importanti scali portuali ceriti, aperto ai traffici del editerraneo, frequentato in particolare da navigatori e commercianti greci e fenici. L'abitato etrusco si sviluppava intorno al porto per circa 10 ettari e confinava con il vasto santuario emporico. Gli scavi del santuario, avviati nel 1957, hanno rivelato la topografia generale dell'area, dove si trovano almeno due templi provvisti di una ricca decorazione architettonica, detti templi A e B, un'area sacra, denominata area Sacra C, un lungo edificio rettangolare suddiviso in cellette. Dagli scavi del santuario provengono le tre famose lamine d'oro, due delle quali iscritte in etrusco ed una in fenicio, ed il notevole altorilievo fittile con il mito dei Sette contro Tebe".

La Fase Romana

La romanizzazione della fascia costiera del territorio cerite, avviata nei primi decenni del III secolo a.C., comportò la deduzione di varie colonie marittime, delle quali Pyrgi fu certo una delle più importanti. Città fortificata, a pianta regolare, venne edificata su una parte dell'insediamento etrusco, provvista di possenti mura poligonali con quattro porte di accesso aperte a metà di ciascun lato. La fortezza, divisa nel suo interno per assi ortogonali, fu posta a controllo del litorale, del porto e degli interessi commerciali e strategici su questo gravitanti. Rimangono notevoli tratti delle mura di fortificazione pertinenti ai lati rivolti a terra; il quarto lato, rivolto verso il mare, è visibile, a tratti, al disotto delle strutture del castello (cantina della Casa della Legnaia). Nonostante l'abbandono del santuario emporico etrusco, avvenuto definitivamente nel II secolo a.C., Pyrgi rimase un importante punto di approdo per tutta l'epoca repubblicana, base navale romana, sede di appaltatori di trasporti marittimi e di una nutrita flottiglia da pesca. La frequentazione del sito di Pyrgi, probabilmente anch'esso trasformato in una grande villa facente parte dei possedimenti imperiali, prosegue, senza interruzioni, almeno fino in epoca tardo-antica (V-VI sec. d.C.).

La Fase Medioevale

La probabile continuità di vita nel luogo dell'antica colonia romana in epoca alto-medioevale (VII-VIII secolo d.C.), condusse alla formazione del Castellum Sanctae Severae. Intorno alla Torre Saracena, posta a controllo del porto e del litorale nel IX secolo, si sviluppano per tutto il medioevo il castello ed il relativo borgo, provvisto di almeno due chiese, una dedicata a Santa Severa ed a Santa Lucia, con affreschi dei primi anni del XVI secolo attribuiti alla scuola di Antoniazzo Romano ed interessanti graffiti votivi raffiguranti le sagome di venticinque navi; l'altra del 1594, dedicata all'Assunta, ripristinata nel 1700, con elementi architettonici e scultorei romani reimpiegati.

La prima citazione storica riguardante il Castello di Santa Severa risale al 1068, anno in cui il normanno Gerardo Conte di Galeria lo donò ai monaci dell'Abbazia di Farfa. In seguito il castello appartenne ai Monaci di San Paolo e ad alcune famiglie nobili romane tra le quali i Tiniosi e i Bonaventura-Venturini. Nel 1482 il Papa Sisto IV concesse la Rocca al Pio Istituto del Santo Spirito, il quale ne fece, a sua volta, per cinque secoli, (1482-1980), il cuore di un'azienda agricola estremamente vasta, visitata da diversi Papi del Rinascimento e dei secoli successivi.

Oggi

Il Castello di Santa Severa, recuperato all'uso pubblico in occasione del Giubileo del 2000, è oggetto di importanti interventi di restauro finanziati dalla Regione Lazio, dalla Provincia di Roma e dal Comune di Santa Marinella in collaborazione con le Soprintendenze competenti. Il progetto di restauro prevede la realizzazione di un centro congressi di livello internazionale e del Museo Nazionale Pyrgense e di altre numerose attività di valore culturale e turistico.

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